Visualizzazione post con etichetta evoluzione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta evoluzione. Mostra tutti i post

Wegener: uno scienziato fuori dai luoghi comuni

Dopo molto tempo dall'ultimo post (il 99esimo) arriva il numero 100 e mi fa piacere dedicarlo ad un grande uomo la cui opera mette in discussione l'immagine che abbiamo degli scienziati. Alfred Wegener, all'inizio del secolo scorso ha rivoluzionato la nostra visione della Terra con la sua teoria della deriva dei continenti. Uno scienziato fuori dai canoni Wegener, studioso di discipline, le scienze della Terra, considerate purtroppo di serie B, incastrate tra fisica, chimica e biologia e da queste adombrate.

Il video è una breve storia della vita avventurosa di Alfred Wegener nato il 1 novembre 1880 e sparito tra i ghiacci esattamente 50 dopo, il giorno del suo 50esimo compleanno. Morto senza avere risposta al grande interrogativo sollevato dalla sua teoria: come fanno i continenti a muoversi?


Due fondamentali errori

Lamarck enunciò coraggiosamente la prima teoria evolutiva della storia. Lo fece nel 1800, e scelse quella data forse perché, convinto della portata rivoluzionaria della sua idea, volle dar ancora più risalto alla sua teoria. Non so se così fu, non so se produsse gli sconvolgimenti e i dibattiti che causò, e in parte causa ancora oggi, Darwin, quando nel 1859, diede alla luce The Origin Of Species. Egli (Darwin) lo fece in tutta fretta probabilmente, accortosi che qualcun altro (Wallace) stava per farlo al posto suo. Sarebbe stata una beffa, per lui che da più di vent'anni portava dentro di se quell'idea dimostratasi, nel secolo e mezzo che seguì, molto pericolosa.



Osservando la soluzione dell'esercizio Darwin vs Lamarck, ho avuto la sensazione che Lamarck, oltre ad aver fatto una teoria evolutiva non corretta, per l'errore fondamentale di pensare che i caratteri acquisiti in vita potessero esser ereditati, non causò uno sconquassamento delle idee paragonabile a quello di Darwin, proprio perché le sue idee in fin dei conti erano quelle del sentimento comune. Cosa c'è di male nel pensare che una giraffa a furia di allungare il collo, lo riesce effettivamente ad allungare e trasmette poi questo carattere ai suoi piccoli, un po' come un commerciante che si arricchisce, grazie alla sue capacità, trasmette poi questo arricchimento (monetario e/o di capacità), al figlio?

Il secondo errore fu che non pensò alla morte, non pensò che, chi muore prima di riprodursi non può passare le sue caratteristiche, innate o acquisite che siano, alla generazione successiva. Lui sostiene infatti che quando l'ambiente muta, gli individui si adattano modificando le proprie caratteristiche, un po' come al cambiamento del mercato il commerciante, con le sue capacità, riesce, trovando le soluzioni del caso, ad adattarsi alla nuova situazione. Non tiene in debita considerazione la sconfitta, il non farcela. In questo Darwin è rivoluzionario. La morte come sconfitta, come atto naturale, e non (o non solo) come momento soprannaturale di passaggio ad un altro mondo, magari migliore. Espressioni come "passaggio a miglior vita", per indicare la morte, rendono l'idea .

Probabilmente proprio questo rende pericolosa, e quindi da più fastidio, l'idea di Darwin. L'uomo torna alla natura da dove se n'era andato con l'invenzione dell'agricoltura. L'agricoltura ha incominciato a sottrarre l'uomo dal gioco di nascita e morte per cause naturali, come mancanza di cibo ad esempio. Non è che l'eden, il paradiso, sia un'idea nata con gli sconvolgimenti della vita avvenuti nel momento che è nata l'agricoltura? Oops, ma anche questa è un'idea pericolosa...

Album di famiglia

I cetacei sono mammiferi perfettamente adattati alla vita acquatica, tanto che non escono mai dall'acqua. La loro forma ricorda moltissimo quella di un pesce, a testimonianza del perfetto adattamento al nuoto. A differenza dei pesci che muovono la coda in senso alternato destra-sinistra, loro muovono la coda, anch'essa dotata di pinne, su e giù. E, a differenza dei pesci, come tutti i mammiferi, respirano l'aria dell'atmosfera con i loro polmoni, per cui, anche a loro, ironia della sorte, capita di annegare. Ad esempio quando restano impigliati nelle reti dei pescatori.

La loro storia evolutiva inizia dopo la famosa estinzione dei dinosauri, 65 milioni di anni fa. I primi mammiferi che si possono considerare in qualche maniera antenati dei delfini, di orche e di balene, datano attorno a 50 milioni di anni fa. Come potete vedere dalle ricostruzioni di quegli animali nel video, le somiglianze fisiche dei primi antenati sono alquanto discutibili. Quelle prime forme sono legate ai successivi cetacei, solo per la forma delle ossa dell'orecchio e dei denti.

Analisi del DNA hanno rivelato che i Cetacei sono molto simili geneticamente agli ippopotami, i quali fanno parte all'ordine degli Artiodattili: quello di mucche, pecore, maiali, cervi, stambecchi, ma anche giraffe, cammelli, lama e, appunto, ippopotami. Siccome anche i cetacei, pur così diversi fisicamente, sarebbero simili a questi animali, al gruppo di cui tutti fanno parte, è stato dato il nome che sembra uno scioglilingua, di Cetartiodattili.




A questo link c'è un altro video interessante (questo non mio) sull'argomento.

L'origine del cambiamento

Questa figura da un quadro generale del programma di quarta media di genetica ed evoluzione.


Think different!

L'articolo che riporto di seguito è l'introduzione di un post copiaincollato da qui, e descrive una storia naturale che fa riflettere  sul valore della diversità. La natura ci insegna che dalla diversità, dalla moltitudine di forme, può nascere la cosa più importante, la sopravvivenza. Questo vale anche per il pensiero: le novità, le scoperte, sono elementi essenziali non solo della sopravvivenza della nostra specie, ma anche del miglioramento delle condizioni di vita, e nascono spesso da un pensiero diverso da quello standard. Quindi... think different!
La Biston betularia è una farfalla notturna che vive nel sud dell’Inghilterra. Grazie al suo colore grigio chiaro la farfalla ha da sempre avuto vita facile nei boschi di betulle nei pressi di Manchester, i cui chiari tronchi le hanno offerto per secoli un comodo luogo di riposo per le ore di sonno diurne.

La protezione dalle minacce dagli uccelli predatori veniva infatti dal perfetto mimetismo delle ali su quella superficie cinerea. In seno a quella candida specie però per una ostinata mutazione genetica da sempre, anche se sporadicamente, nascevano delle farfalle nere, degli individui perfettamente sani ma di colore scuro.


Emarginate dalle compagne queste farfalle erano poi facile preda degli uccelli che le individuavano facilmente sulle cortecce delle betulle.


Succede che a metà del XIX proprio nell’area di Manchester la rivoluzione industriale inglese vive una delle sue massime e più intense espressioni; le ciminiere avvolgono di smog e fumi le campagne periurbane ricoprendo di fuliggine nera anche i bianchi boschi di betulle. La vita si fa dura per le Biston betularia distinguibili adesso a prima vista sui tronchi anneriti dallo smog.


Fortuna che gli sgorbi neri ed emarginati, i partoriti e rinnegati che nei secoli precedenti avevano trovato una facile morte proprio a causa della loro diversità ora diventano funzionali, i più funzionali alla sopravvivenza della intera specie che lentamente così, attraverso le generazioni di superstiti mimetizzati nello smog, si trasforma e si colora di nero continuando ad esistere.


La nostra specie non ama le differenze, così come altre specie animali, tra cui anche la Biston betularia, ama l’uniformazione, l’omogeneità, ma dovrebbe imparare - la nostra specie - la lezione di Manchester se non altro per egoismo e spirito di auto conservazione.

Lunga vita a Mister Y, il trasformista

La sua storia inizia molto tempo fa, addirittura 300 milioni di anni orsono, epoca in cui i rettili che diedero origine ai mammiferi, incominciarono appunto a non fare più i rettili ma ad assomigliare sempre di più alle bestie dotate di peli e mammelle che oggi dominano la terra, almeno quella ferma. A quei tempi il nostro protagonista non esisteva ancora, indistinguibile dal suo compagno: erano due cromosomi X, una coppia normale come tutte le altre coppie di cromosomi.

Poi pian pianino l'antico "gene maschile", quello che determinava lo sviluppo dell'animale in un maschio, incomincia a rimanere su uno dei due X e non si trasferisce più sull'altro durante il crossing over. Il crossing over o ricombinazione è quel processo che permette il passaggio di geni da un cromosoma all'altro omologo (quello uguale in lunghezza e tipo di geni contenuti). Avviene durante la meiosi (produzione dei gameti) e serve a mescolare i geni col passare delle generazioni. Mediante questo processo i geni che si trovano su un cromosoma e appartenevano quindi a uno dei due genitori, vanno a trovarsi un po' su uno e un po' sull'altro cromosoma di ogni coppia.

Ecco allora che inizia un processo nel quale i geni che servono al corpo maschile e non servono o magari sono dannosi per quello della femmina, lo raggiungono e rimangono in sua compagnia. Non tornano più sull'altro. Incomincia a nascere in questo modo il nostro protagonista: mister Y.